
Mentre sabato 12 giugno le televisioni mandavano in onda gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda che coinvolge lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, a qualcuno potrebbe improvvisamente essere venuto in mente il libro di Naomi Klein Shock economy, nel quale è descritto come il capitalismo moderno approfitti delle grandi catastrofi che colpiscono l’umanità per imporre sempre più ferocemente il proprio dominio.
Nel caso di Pomigliano il paragone potrebbe apparire eccessivo, una forzatura. È indubbio però che nel nostro Paese, così come in tutta l’Europa, con la motivazione della crisi economica globale, il capitale stia introducendo una serie di mutamenti strutturali destinati nel breve termine a modificare, ovviamente in peggio, le condizioni di vita e la stessa esistenza delle classi subalterne. E questo senza incontrare una resistenza degna di questo nome da parte di un mondo del lavoro oramai stremato dalla disoccupazione. Continued…


