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Martedì 15/6/2010 Serata a sostegno della lotta di Jessica Capozzi

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Solidarietà a Jessica Capozzi, licenziata dalla A.T.M.

Dal 18 Maggio Jessica Capozzi è in presidio permanente davanti alla sua ex sede di lavoro, il deposito A.T.M. “Palmanova” di Via Esterle a Milano. La storia di Jessica è semplice: assunta un anno fa dalla Azienda Trasporti Milanesi come autista di autobus a tempo determinato e con uno stipendio di 1.000 euro mensili, alla scadenza del 17 Maggio scorso si è ritrovata senza lavoro perché l’azienda si è rifiutata di rinnovare il contratto. Il motivo? L’ATM non lo ha chiarito nemmeno all’interessata ma si può supporre che Jessica non sia stata abbastanza “ossequiosa” come i capi aziendali pretendono! Continued…

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Attacco alla Freedom Flotilla – Comunicato della Commissione di Relazioni Internazionali della FAI

Il sanguinoso attacco militare israeliano condotto stamane,‭ ‬in acque internazionali,‭ ‬contro il convoglio navale di solidarietà con la popolazione di Gaza è l’ultimo,‭ ‬intollerabile,‭ ‬atto di prevaricazione e di violenza di un governo sempre più incapace di uscire dalle spirali della propria politica di sopraffazione colonialistica,‭ ‬segnata da un nazionalismo sempre più marcato e da un crescente integralismo.


Questa volta le vittime sono stati i solidali che‭ ‬,‭ ‬da tutte le parti del mondo,‭ ‬volevano portare aiuti e sostegno umanitario ad una popolazione stremata da un blocco,‭ ‬di terra e di mare,‭ ‬che non ha fatto che acuirne le sofferenze dopo la criminale aggressione dell’operazione‭ ‘‬Piombo fuso‭’‬.
Tutti i giorni la politica del pugno di ferro si fa sentire contro gli oppositori della loro politica,‭ ‬nei territori,‭ ‬in Israele,‭ ‬contro chi si mobilita e lotta contro il Muro,‭ ‬contro la distruzione delle case palestinesi,‭ ‬contro gli espropri arbitrari dei terreni,‭ ‬contro le mille prevaricazioni quotidiane che rendono difficile la vita della popolazione araba di Israele e dei territori.‭ ‬Una politica che,‭ ‬evidentemente,‭ ‬non riesce a realizzare compiutamente i propri obiettivi se deve ricorrere ad un atto infame come quello del massacro degli attivisti umanitari per dare la cifra della propria determinazione. Continued…

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Il falò finanziario brucia lo stato sociale

 Nell’arco di poche settimane è divampato un incendio di vaste proporzioni che ha messo sulla graticola la tenuta del sistema dell’euro.

È stata attaccata a fondo la Grecia, fino a costringerla al varo di un piano di austerità lungo e duro, di proporzioni  inusuali, che ha aperto una grave frattura sociale. In cambio i governi dell’UE si sono impegnati, dopo sofferte tergiversazioni tedesche, a mettere sul piatto 60 miliardi subito e 750 in caso di necessità, per fermare l’attacco speculativo al debito pubblico dei paesi più fragili, gli ormai famosi PIGS o PIIGS, a seconda del grado di severità riservato al nostro Bel Paese. Spagna e Portogallo hanno già varato misure draconiane per soddisfare le richieste dei “salvatori”, l’Italia si appresta a farlo con una manovra da 27 miliardi di euro in due anni, il blocco degli stipendi pubblici, la chiusura di una finestra pensionistica nel 2011 e una lunga lista di tagli.
Germania e Francia hanno salvato la Grecia per salvare in realtà le proprie banche, fortemente impegnate sui titoli pubblici ellenici (45 miliardi di euro le banche tedesche, 55 quelle francesi). Continued…

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Grecia in fiamme – Lo spettro della crisi e le paure del capitale

Grecia in fiamme
Lo spettro della crisi e le paure del capitale

“La Grecia è dietro l’angolo”. Ad affermarlo non è qualche esponente di un movimento sovversivo, ma nientepopodimenoche Pierferdinando Casini, leader dell’UDC.
Un’affermazione che si discosta totalmente dall’ipocrisia governativa che vuol dipingere l’Italia come paese immune dai mali dell’economia greca.
La paura di un effetto domino della crisi greca sulle economie europee è tale che l’Ecofin (il Consiglio Economia e Finanza, cioè l’insieme dei Ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 stati membri dell’Unione Europea) ha varato, in tutta fretta, un pacchetto di aiuti per i paesi della zona euro per un totale di 750 miliardi di euro.


Quasi contemporaneo è stato l’annuncio di Tremonti che, per il biennio 2011-2012, sarà necessaria una “manovrina” correttiva da 25 miliardi di euro della finanziaria.
E se addobbiamo tutto questo con il monito di Napolitano di “tenere sempre alta la guardia contro il riattizzarsi di nuove possibili tentazioni di protesta violenta”, si può intuire che anche l’Italia, come altri paesi europei, si appresta ad affrontare una situazione come quella greca.
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Manovre greche: Il capitalismo tra autocure e palliativi

«Il debito salirà al 140% del Pil e poi nel 2014 comincerà a scendere. Il Pil greco nel 2010 si contrarrà del 4%»
Le parole di George Papaconstantinou, ministro delle finanze greco, non sorprendono i giornalisti presenti alla conferenza stampa per la presentazione del piano di austerità voluto da Fmi e paesi europei. E non meravigliano gli addetti ai lavori della finanza mondiale, che questi conti, probabilmente, se li sono già fatti. Continued…

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1° Maggio ribelle

PRIMO MAGGIO RIBELLE!


Quanta acqua è passata sotto i ponti da quando, più di un secolo fa, i lavoratori negli Stati Uniti
scioperavano e manifestavano duramente per la conquista della giornata lavorativa di 8 ore, a
Chicago, dove cinque anarchici furono condannati a morte per essere stati alla guida di quelle lotte,
dando origine alla ricorrenza del 1°Maggio, in ricordo del loro sacrificio.


Oggi assistiamo ad altri tipi di “massacri”, dei quali sono sempre vittime i lavoratori e gli sfruttati in
generale, cui viene fatta pagare una crisi che ha come veri responsabili i padroni, i finanzieri e i
governi.
Assistiamo alla strage dei posti di lavoro, con una disoccupazione inarrestabile che miete vittime
ogni giorno di più; alla strage dei diritti, con la precarizzazione nei contratti di lavoro e
l’azzeramento delle conquiste precedenti; alla strage dei salari, tra i più bassi d’Europa a fronte di
un costo della vita in continuo aumento; alle stragi sui posti di lavoro, dove saltano le tutele e si
moltiplicano quotidianamente gli incidenti, provocando morti e feriti, fra i quali vi è una grande
maggioranza di immigrati: i più ricattabili e sfruttabili. Continued…

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Inferni latinoamericani – Chavismo alla frutta

Inferni latinoamericani

Per chi vive fuori dal paese, ma accettando la versione ufficiale senza
conoscere la situazione venezuelana, si sconcerta e sorprende di fronte
alla crescita del malessere collettivo e delle lotte popolari (2893
manifestazioni di piazza dall’ottobre del 2008 al settembre del 2009;
1763 nello stesso periodo dal 2007 al 2008), presentiamo alcune
motivazioni per comprendere effettivamente le cause del conflitto
sociale in Venezuela. Continued…

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