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1° Maggio ribelle

PRIMO MAGGIO RIBELLE!


Quanta acqua è passata sotto i ponti da quando, più di un secolo fa, i lavoratori negli Stati Uniti
scioperavano e manifestavano duramente per la conquista della giornata lavorativa di 8 ore, a
Chicago, dove cinque anarchici furono condannati a morte per essere stati alla guida di quelle lotte,
dando origine alla ricorrenza del 1°Maggio, in ricordo del loro sacrificio.


Oggi assistiamo ad altri tipi di “massacri”, dei quali sono sempre vittime i lavoratori e gli sfruttati in
generale, cui viene fatta pagare una crisi che ha come veri responsabili i padroni, i finanzieri e i
governi.
Assistiamo alla strage dei posti di lavoro, con una disoccupazione inarrestabile che miete vittime
ogni giorno di più; alla strage dei diritti, con la precarizzazione nei contratti di lavoro e
l’azzeramento delle conquiste precedenti; alla strage dei salari, tra i più bassi d’Europa a fronte di
un costo della vita in continuo aumento; alle stragi sui posti di lavoro, dove saltano le tutele e si
moltiplicano quotidianamente gli incidenti, provocando morti e feriti, fra i quali vi è una grande
maggioranza di immigrati: i più ricattabili e sfruttabili.


Ciò che i lavoratori stanno subendo è soprattutto l’effetto dell’alleanza tra governi (sia di centro-
destra sia di centro-sinistra), Confindustria e sindacati di stato (Cgil-Cisl-Uil).
E al pesante attacco del potere i lavoratori non riescono ad opporre una difesa adeguata, avendo
distrutto quella coscienza di classe che è stato il motore delle principali conquiste sociali.


Fino a quando ci si farà strumentalizzare da partiti che fondano il loro potere su politiche razziste,
indicando negli immigrati (doppiamente sfruttati) la causa dei nostri mali, continueremo a
dimenticare l’identità dei nostri veri nemici: i padroni che sfruttano e i politici tutti (parlamentari,
comunali, provinciali e regionali) che ci derubano e si arricchiscono con stipendi smisurati, da sé
stessi concessi.
Fino a quando lavoratori e sfruttati non prenderanno coscienza di ciò, non ci sarà futuro.
Non è sufficiente voltare le spalle alle Istituzioni del potere non andando a votare, come hanno fatto
milioni di persone.


Occorre riprendere il filo interrotto delle lotte per la riappropriazione delle ricchezze sociali
che i lavoratori producono, promuovendo sia la pratica dell’autorganizzazione delle lotte
stesse e sia l’obiettivo di una società libera, egualitaria e autogestita, senza servi e senza
padroni.


Federazione Anarchica Milanese-F.A.I.

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