Il sanguinoso attacco militare israeliano condotto stamane, in acque internazionali, contro il convoglio navale di solidarietà con la popolazione di Gaza è l’ultimo, intollerabile, atto di prevaricazione e di violenza di un governo sempre più incapace di uscire dalle spirali della propria politica di sopraffazione colonialistica, segnata da un nazionalismo sempre più marcato e da un crescente integralismo.
Questa volta le vittime sono stati i solidali che , da tutte le parti del mondo, volevano portare aiuti e sostegno umanitario ad una popolazione stremata da un blocco, di terra e di mare, che non ha fatto che acuirne le sofferenze dopo la criminale aggressione dell’operazione ‘Piombo fuso’.
Tutti i giorni la politica del pugno di ferro si fa sentire contro gli oppositori della loro politica, nei territori, in Israele, contro chi si mobilita e lotta contro il Muro, contro la distruzione delle case palestinesi, contro gli espropri arbitrari dei terreni, contro le mille prevaricazioni quotidiane che rendono difficile la vita della popolazione araba di Israele e dei territori. Una politica che, evidentemente, non riesce a realizzare compiutamente i propri obiettivi se deve ricorrere ad un atto infame come quello del massacro degli attivisti umanitari per dare la cifra della propria determinazione. Continued…