Venerdì 11 luglio 2025 dalle ore 20:00 aperitivo e poi presentazione libro anok4u2, con Marco Pandin. Dalla sua introduzione al libro:
“Strano il destino di questi hippie-punk-anarchici: a oltre quarant’anni dallo scioglimento i Crass sono roba che magari, volendo, può ancora incuriosire e dare ispirazione, o almeno così spero. Nel mio piccolo, spero che possa ancora mettere a disagio e dare fastidio così da spingere a procurare fastidio e creare disagio. Quando alle riunioni si parlava di loro in presenza di certi vecchi anarchici, alcuni alzavano il sopracciglio ed altri si scandalizzavano – credo gli sembrassimo degli ignoranti sfigati senza futuro, e invece no. Ma anche i Crass sembravano un gruppo punk come tanti altri, e invece no. Sembrava finisse tutto nel 1984, e invece per certi versi con quell’anno è cominciato tutto. Come per certo saprete se frequentate certi giri, i Crass erano un collettivo di punks inglesi attivi tra la fine degli anni Settanta e il 1984. Un paio di loro, i più vecchi, avevano frequentato a lungo certe frange creative del movimento hippy. Anarchici e pacifisti, non hanno avuto vita facile: sin dall inizio hanno dovuto lottare duramente’ per non soccombere al silenzio.”
In seguito a numerose richieste d’informazione che ci sono state rivolte, specifichiamo che il sindacato ADL Cobas – Lombardia non ha e non ha mai avuto sede nei locali dell’Ateneo libertario-FAI di viale Monza 255.
L’ateneo libertario e la Federazione Anarchica Milanese, solidarizzano con la lotta del Cantiere contro lo sfratto e le politiche di gentrificazione dei padroni della città con l’effetto voluto di espellere i ceti popolari e le realtà sociali che animano la vita metropolitana con le lotte contro l’oppressione e lo sfruttamento.
Dal libro: “scelte governative dominate dalla grande finanza e dall’industria bellica delle tecnologie avanzate, corsa al riarmo…soppressione del confronto politico, fake news, informazione reticente e manipolata… Ricostruiamo insieme i fatti per ristabilire una visione critica degli avvenimenti e valutare le conseguenze. Ridiamo voce ai protagonisti ignorati, le vittime di questa guerra, private dello spazio politico che a loro compete.”